Benvenuti nel nostro sito

Il sito alla mensa di San Francesco ha come obiettivo quello di far conoscere che il capitolo relativo ai poveri risulta essere sempre in passivo. Questo sito è uno strumento che vuole aprire i cuori e la mente alla riflessione, affinché si concretizzi un vera rivoluzione culturale ed un autentico rinnovamento dei cuori. È una finestra che ci fa riflettere, è espressione del sudore, della fatica, del sangue che ha rigato il volto di chi si è trovato inabissato nelle paludi della marginalità e dell'esclusione sociale; è il sangue di chi sente che il gelo dell'indifferenza imprigiona la propria speranza e fa scivolare nella rassegnazione di una sopravvivenza sterile. È la sofferenza che segna il cammino di molti uomini e di molte donne, che brancolano nel buio delle povertà con l'anelito di una vita migliore, di una speranza viva. È l'Amore che dà senso ad ogni piccolo frammento della vita e che si dona senza misura affinché cresca la vita, affinché ogni deserto possa fiorire e portare frutto. È un umile tentativo di mettere insieme la storia e la vita di molte persone, senza distinzione tra poveri e ricchi, bisognosi e volontari, che con la ricchezza e la loro singolarità rendono unico il grande mosaico della Vita.

La vita della Fraternità dei Frati Francescani del Terzo Ordine Regolare, con la Mensa di San Francesco, a S. Caterina a Chiaia, è come un grande mosaico. Il piccolo apporto di ciascuno nelle mani di Dio diventa il Tutto che dà senso e valore ad ogni istante. Questo strumento non segna un punto d'arrivo ma indica un cammino da compiere con fedeltà e costanza: "Maestro dove abiti ? Venite e vedrete".

Il sito "alla mensa di San Francesco" è una piccola voce che con umiltà e schiettezza desidera chiamare ogni cosa con il proprio nome, come ci ricorda Papa Francesco nella Evangelii Gaudium "La necessità di risolvere le cause strutturali della povertà non può attendere, non solo per una esigenza pragmatica di ottenere risultati e di ordinare la società, ma per guarirla da una malattia che la rende fragile e indegna e che potrà solo portarla a nuove crisi. I piani assistenziali, che fanno fronte ad alcune urgenze, si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie. La dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica. Quante parole sono diventate scomode per questo sistema! Dà fastidio che si parli di etica, dà fastidio che si parli di solidarietà mondiale, dà fastidio che si parli di distribuzione dei beni, dà fastidio che si parli di difendere i posti di lavoro, dà fastidio che si parli della dignità dei deboli, dà fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giustizia. La comoda indifferenza di fronte a queste questioni svuota la nostra vita e le nostre parole di ogni significato".

È necessario tenere sempre presente che il bene va fatto bene. Nel grande mosaico della vita ognuno è chiamato a seminare semi di luce e speranza, a donare la Vita che vince la morte.